Iguana

Per chi si annoia al solo pensiero di dover allevare un micio, un cane o un coniglio, e dispone di un’abitazione molto spaziosa, una soluzione originale per dare alla casa la vivacità della presenza di un animale domestico può essere quella di adottare un’iguana. Il suo aspetto da dinosauro preistorico sicuramente non ispira la stessa dolcezza degli occhioni di un cucciolo, ma anche questo rettile è capace di dimostrare affetto al proprio padrone, a suo modo, e ha bisogno di essere coccolato ed accarezzato. È un animale molto impegnativo da gestire, sia per le cure – anche costose – che richiede, sia per l’aggressività che, una volta adulto, spesso manifesta.

Iguana (©panthermedia.net/ mongkol chakritthakool)

Iguana (©panthermedia.net/ mongkol chakritthakool)

Nonostante sembri corazzato, anche questo lucertolone ha bisogno di cure costanti e delle adeguate precauzioni per vivere felicemente nei nostri stessi spazi. Innanzitutto occorre predisporre la “cuccia”, vale a dire il terrario, che ricrea in piccola scala il loro ambiente naturale: il contenitore deve essere sufficientemente ampio, dai 2 ai 3 metri di lunghezza, e circa 2 metri di altezza, tenendo presente che gli esemplari maschi possono diventare in cattività lunghi fino a 1,80 metri, e perciò le misure del terrario andranno ampliate man mano. All’interno il contenitore deve essere tenuto ben caldo, con riscaldamento dall’alto – nella parte ventrale l’iguana non è altrettanto protetto dal calore – e umido, prevedendo anche delle aperture per il ricambio dell’aria. Per quanto riguarda l’alimentazione, l’iguana è erbivoro, perciò ha bisogno di verdura e frutta in quantità, ma anche di acqua sia per bere che per immergersi di tanto in tanto. Una delle difficoltà dell’allevamento risiede nel trovare il giusto equilibrio negli alimenti che apporti all’animale le sostanze di cui ha bisogno, senza ricorrere a cibi proteici, che non sono adatti al suo organismo. Prima dell’acquisto, è bene verificare inoltre che nella propria zona vi sia un veterinario specializzato in rettili.

La specie dei Fringilla

Tra i volatili di piccole dimensioni quelli della famiglie dei Fringuelli sono sicuramente tra i più conosciuti. Il corpo è slanciato e pesa tra i 19 e i 23 grammi, nidifica in tutta Europa, nelle isole Atlantiche e in Asia Occidentale e passa l’inverno nel bacino del Mediterraneo. Si nutre prevalentemente di germogli e semi, così come di piccoli insetti e ragnetti e inizia a riprodursi da aprile fino a giugno. Le uova deposte sono in media 4-5 e vengono covate per un massimo di 13 giorni, i piccoli lasciano il nido dopo i primi 15 giorni dalla nascita. Il gruppo di appartenenza è quello dei passeriformi gregari, ciò significa che non rimangono chiusi nel loro gruppo, ma si aggregano anche con altre specie, prima fra tutte quella della Peppola.

© Davigiu - Fotolia

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Anche per questo uccello le dimensioni rimangono piuttosto ridotte e si differenzia dal Fringuello per la colorazione delle penne che vanno dall’ala all’attaccatura del corpo che sono arancioni, mentre nel fringuello sono grigio-blu. Differenze nel colore si notano anche per quanto riguarda la femmina e i suoi colori sul petto e sul groppone. Tipica del Nord Europa, la Peppola popola anche le aree sub-artiche della Siberia e si unisce agli stormi dei fringuelli durante la migrazione o lo svernamento.

Vogliamo citare un altro fringuello in questa breve carrellata, dai bellissimi colori, molto frequente nelle isole Canarie: il fringuello blu. Il colore del suo piumaggio rende questo uccellino particolarmente attraente; il pigmento dominante è l’eumelanina nera che grazie alla diffrazione della luce, assume sfumature davvero belle. A differenza della Peppola e del Fringuello comune, quello blu è lungo 19 cm e dispone di un becco più sviluppato, per via delle sue abitudine alimentari che lo vedono prediligere, oltre agli insetti, i semi di pino, generalmente di difficile estrazione.