Gatti a spasso per casa

Gatto dispettoso (© komissar007 - Fotolia)

Gatto dispettoso (© komissar007 - Fotolia)

Anche se il nostro gatto è convinto di essere il padrone assoluto dell’appartamento, di cui noi ai suoi occhi siamo semplici inquilini, lasciarlo andare a spasso indisturbato significa alzare troppo presto la bandiera bianca e arrendersi al felino. La convivenza, e la salvaguardia dei mobili, è possibile se si ha cura di seguire i nostri consigli:

  • La lettiera – per evitare sgradevoli odori, la lettiera va tenuta pulita ogni giorno, sostituendo la sabbietta una volta a settimana. Il modello migliore è quello chiuso col tettuccio ed il filtro incorporati. Il luogo d’elezione è di solito il bagno, anche se la sistemazione ideale sarebbe una veranda chiusa. Tenerla sempre pulita assicurerà inoltre che il gatto la usi nel modo corretto, senza fare i propri bisogni al di fuori di essa.
  • Odori – I gatti, a differenza dei cani, non emanano odori, dunque il problema risiede nella lettiera. Vi sono in commercio vari spray non profumati, specifici per l’eliminazione di tali odori nelle stanze di casa.
  • I peli – La questione dei peli deve essere affrontata con pragmatismo: non si possono eliminare del tutto, né in casa né sui nostri abiti. Se non volete urlare ogni volta che il gatto si avvicina al letto o al divano, il trucco è usare dei piccoli teli o asciugamani da mettere in un angolo, cui si affezioneranno e che si possono lavare con facilità. Indispensabile comunque spazzolare il micio con regolarità, meglio se ogni giorno.
  • Unghie su tende, mobili, ecc. – evitare che vi siano danni a tende e mobili vari è difficile, e l’educazione non sempre basta. Si può agire in vari modi: innanzitutto tagliare spesso le unghie del micio, mettergli a disposizione tiragraffi con cui intrattenersi, acquistare spray con un odore sgradito al gatto.

Abituare il gatto al trasportino

Mantenere un atteggiamento tranquillo e rassicurante nei confronti del proprio animale è un presupposto imprescindibile, affinché si possa instaurare un rapporto basato sulla fiducia reciproca. I gatti sono abitudinari, lo abbiamo detto più volte, e questa loro peculiarità non deve mai passare in secondo piano. In questo senso importantissimo è che il gatto si abitui lentamente sia all’inserimento, ad esempio in una nuova casa, sia a quei cambiamenti che la quotidianità impone.

cat on board (© goccedicolore - Fotolia)

cat on board (© goccedicolore - Fotolia)

Il trasportino è un oggetto utile e necessario, ma può essere visto dal vostro gatto come una gabbia odiosa, un modo per limitare la sua libertà. Prima infatti di mettere la prima volta il gatto dentro il trasportino, sarà necessario abituarlo alla sua presenza e renderlo ai suoi occhi un oggetto divertente, un qualcosa di piacevole e naturale. Lasciate ad esempio il trasportino in giro per la casa, coperto da un telo, come una sorta di cavità, nella quale rifugiarsi. Utile sarà a questo punto mettere dentro il trasportino anche dei giochi e del cibo, in modo tale che il vostro gattino non solo vi si possa rifugiare, ma lo associ anche ad esperienze positive. Una volta che il vostro gatto ha presa dimestichezza con il trasportino chiudete lo sportello e accarezzatelo, rassicuratelo, in modo che capisca che è tutto a posto.

È sicuramente importante che durante il tragitto in macchina, non vi siano sussulti troppo forti o manovre che potrebbero sballottare il trasportino. Qualsiasi automobile oggi offre standard di sicurezza elevati, ma anche a bordo di una berlina affidabile come la alfa romeo 159 o un bolide di ultima generazione il pericolo di incidenti non può essere scongiurato. Ecco perché, al di là delle diverse tipologie di trasportino, è importante che sia resistente e che assolva quindi alla sua funzione protettiva.  

 

Gatto anziano

© JcJg Photography - Fotolia

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Un’ottima notizia per coloro che posseggono un gatto: la vita media dei gatti sta aumentando sempre di più, ma attenzione, stiamo parlando solo dei gatti domestici. I gatti che vivono fuori dalle mura domestiche e che quindi sono soggetti a malattie infettive e a incidenti vivono in media molto meno. Un gatto domestico arriva mediamente ai quindici anni, altri addirittura raggiungono i venti anni. Un gatto si può definire anziano più o meno quando supera i dieci anni. A partire da quest’età il gatto deve ricevere più attenzioni ed essere seguito regolarmente dal veterinario.

Quali sono i sintomi di invecchiamento del gatto? Vi accorgerete che il vostro gatto inizia ad invecchiare quando i suoi movimenti non saranno più agili come una volta. In alcuni casi il gatto anziano potrebbe anche dimagrire o, più frequentemente, ingrassare perché invece di muoversi preferiscono dedicarsi al sonno. Un altro segno di invecchiamento si vede nelle pupille velate e nell’iride molto “pieghettata”. Cosa potete fare voi proprietari per rendere al vostro gatto questo periodo di vita il più piacevole possibile? Innanzitutto è importante portare il vostro micio regolarmente dal veterinario. Ogni anno sarà indispensabile un check up completo che comprende una visita clinica, esame del sangue, eventuali radiografie e ogni altro accertamento che si ritenga necessario. Un problema che si verifica con una certa frequenza è l’insufficienza renale. Fate quindi sempre degli accertamenti per controllare l’attività renale. Il gatto è un animale molto abitudinario e più avanza l’età e meno avrà voglia di cambiare il suo stile di vita. Cercate quindi di evitare possibili fonti di stress, come un trasloco o una vacanza. Il gatto non ama essere trasportato, cercate quindi di lasciarlo se possibile nel suo ambiente e di evitare spostamenti. 

Vaccinazione del gatto

© Marty Haas - Fotolia

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Il latte materno, come già riferito nell’articolo precedente “Gatto non svezzato: che fare?”, ha un altissimo potere immunologico. Dopo lo svezzamento gli anticorpi permangono nei cuccioli ancora per circa una settimana. Dato che normalmente si adottano i gatti intorno alla ottava o nona settimana di vita, quindi quando la protezione di origine materna viene a mancare, è importante recarsi subito dal veterinario e sottoporre il nuovo cucciolo ai vaccini necessari.

Adottare un gatto è una decisione importante e comporta una serie di responsabilità da non sottovalutare. Soprattutto tutelare la sua salute è un compito di grande importanza. Fino a quando non si è completato il ciclo vaccinale, che garantisce una protezione, è opportuno non mettere il proprio micino in contatto con altri gatti non vaccinati. Le vaccinazioni permettono di immunizzare il micino contro malattie molto gravi, a volte addirittura incurabili. Le vaccinazioni proteggono il gatto da malattie infettive e, come anche negli esseri umani, stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi.
I gatti che comunemente escono di casa sono più a rischio dato che entrano più facilmente in contatto con virus e/o batteri. Questi gatti dovrebbero sottoporsi alla vaccinazione completa. Si consiglia di fargli fare il cosiddetto vaccino “pentavalente”, che tutela il gatto da numerose malattie: la Panleucopenia, Rinotracheite infettiva, Calcivirus, Leucemia felina e Clamidiosi.
Per il gatto “domestico”, che quindi non entra in contatto con altri animali e non esce di casa, è consigliabile il vaccino “trivalente”. Questo tipo di vaccino è obbligatorio e protegge il gatto dalle seguenti malattie: la Panleucopenia, Rinotracheite infettiva e la Calciviris.
La vaccinazione antirabbica è obbligatoria solo in caso di espatrio o nei Comuni dove si sono verificati casi di rabbia in precedenza.

Gatto non svezzato: che fare?

È facile in Italia trovare per strada un gattino non svezzato. I cuccioli possono facilmente perdere la mamma a causa di maltempo oppure vengono purtroppo abbandonati da noi umani. Se si trova un gattino non svezzato è bene intervenire subito perché potrebbe non essere in grado di sopravvivere alla distanza dalla mamma.

© Magalice - Fotolia

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È importante seguire i consigli degli esperti perché un gattino ha bisogno di più attenzioni e di alcune regole basilari per crescerlo in salute. Una delle cose più importanti è il calore, dato che un cucciolo fino alla terza settimana di vita non è in grado di regolare da solo la sua temperatura corporea. La temperatura corporea troppo bassa potrebbe avere delle conseguenze devastanti per il cucciolo felino. Necessita quindi di una fonte di calore costante. La cosa migliore è recarsi in farmacia e comprare dei termofori elettrici che normalmente si utilizzano per i dolori articolari. Questi termofori permettono di mantenere una temperatura costante che invece altri mezzi come i maglioni e le coperte di lana non offrono. Come noi umani, anche i gattini hanno bisogno di mangiare regolarmente, con un intervallo tra un pasto e l’altro che varia da 2 a 6 ore a seconda dell’età. Questa regola è indispensabile per evitare il calo glicemico. L’alimentazione deve essere, durante tutto il primo mese di vita, a base di latte apposito in polvere per cuccioli non svezzati. È anche consigliabile il latte di capra intero. Il latte somministrato deve avere una temperatura di 38 gradi. Il gattino deve mangiare al giorno il 25-30% del suo peso corporeo seguendo attentamente gli orari. Il latte va somministrato con il biberon o con una siringa. Un’altra regola fondamentale da seguire è la somministrazione di antibiotici dato che un cucciolo rimasto orfano non ha la copertura degli anticorpi della madre che dovrebbe ricevere giornalmente con il latte. È per questo indispensabile recarsi immediatamente da un veterinario nel caso si trovasse un cucciolo per strada.

Allergia al pelo del gatto

Crescere con un animale in casa è meraviglioso e può dare molto ad un bambino. Oltre all’affetto che si riceve da un amico a quattro zampe, crescere con un animale domestico può essere anche di grande aiuto per la salute. Infatti secondo lo studio pubblicato dalla rivista scientifica “Journal of Allergy and Clinical Immunology” sarebbe più semplice sviluppare un’allergia al pelo felino se si adotta un gatto da adulti, sarebbe infatti in questo caso più facile sviluppare una reazione allergica. L’articolo, scritto da Giuseppe Verlato, professore dell’Università degli Studi di Verona, afferma che il rischio si raddoppia nel caso che l’adulto abbia già altre forme allergiche, soprattutto allergie che si manifestano con problemi alle vie respiratorie. Bisogna quindi ponderare bene la scelta di adottare un gatto, soprattutto per coloro che soffrono già di fenomeni allergici legati ad altri fattori. Lo studio  sostiene che per un bambino la presenza di un cucciolo tra le mura domestiche potrebbe invece aiutare a prevenire la forma di allergia verso i peli del gatto.

© JM Fotografie - Fotolia

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La ricerca è stata condotta negli anni novanta ed ha coinvolto 6000 adulti tra i 20 e i 44 anni. Durante lo studio approfondito gli studioso si sono occupati di osservare i livelli di Immunoglobulina E, uno specifico anticorpo che rilascia l’organismo nel momento in cui questo entra in contatto con il pelo felino. Un adulto con alle spalle una storia clinica legata a eczemi, crisi asmatiche ed altri problemi respiratori, ha presentato possibilità maggiori di sviluppare una nuova allergia. Prima di adottare un gatto, è quindi raccomandabile tener conto delle proprie condizioni di salute sottoponendosi magari ad un test cutaneo, il “prick-test”. Purtroppo se la nostra salute non ce lo permettesse, dovremmo rinunciare, se pur a malincuore, ai nostri cari ed affettuosi amici a quattro zampe.