Gatto non svezzato: che fare?

È facile in Italia trovare per strada un gattino non svezzato. I cuccioli possono facilmente perdere la mamma a causa di maltempo oppure vengono purtroppo abbandonati da noi umani. Se si trova un gattino non svezzato è bene intervenire subito perché potrebbe non essere in grado di sopravvivere alla distanza dalla mamma.

© Magalice - Fotolia

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È importante seguire i consigli degli esperti perché un gattino ha bisogno di più attenzioni e di alcune regole basilari per crescerlo in salute. Una delle cose più importanti è il calore, dato che un cucciolo fino alla terza settimana di vita non è in grado di regolare da solo la sua temperatura corporea. La temperatura corporea troppo bassa potrebbe avere delle conseguenze devastanti per il cucciolo felino. Necessita quindi di una fonte di calore costante. La cosa migliore è recarsi in farmacia e comprare dei termofori elettrici che normalmente si utilizzano per i dolori articolari. Questi termofori permettono di mantenere una temperatura costante che invece altri mezzi come i maglioni e le coperte di lana non offrono. Come noi umani, anche i gattini hanno bisogno di mangiare regolarmente, con un intervallo tra un pasto e l’altro che varia da 2 a 6 ore a seconda dell’età. Questa regola è indispensabile per evitare il calo glicemico. L’alimentazione deve essere, durante tutto il primo mese di vita, a base di latte apposito in polvere per cuccioli non svezzati. È anche consigliabile il latte di capra intero. Il latte somministrato deve avere una temperatura di 38 gradi. Il gattino deve mangiare al giorno il 25-30% del suo peso corporeo seguendo attentamente gli orari. Il latte va somministrato con il biberon o con una siringa. Un’altra regola fondamentale da seguire è la somministrazione di antibiotici dato che un cucciolo rimasto orfano non ha la copertura degli anticorpi della madre che dovrebbe ricevere giornalmente con il latte. È per questo indispensabile recarsi immediatamente da un veterinario nel caso si trovasse un cucciolo per strada.

Allergia al pelo del gatto

Crescere con un animale in casa è meraviglioso e può dare molto ad un bambino. Oltre all’affetto che si riceve da un amico a quattro zampe, crescere con un animale domestico può essere anche di grande aiuto per la salute. Infatti secondo lo studio pubblicato dalla rivista scientifica “Journal of Allergy and Clinical Immunology” sarebbe più semplice sviluppare un’allergia al pelo felino se si adotta un gatto da adulti, sarebbe infatti in questo caso più facile sviluppare una reazione allergica. L’articolo, scritto da Giuseppe Verlato, professore dell’Università degli Studi di Verona, afferma che il rischio si raddoppia nel caso che l’adulto abbia già altre forme allergiche, soprattutto allergie che si manifestano con problemi alle vie respiratorie. Bisogna quindi ponderare bene la scelta di adottare un gatto, soprattutto per coloro che soffrono già di fenomeni allergici legati ad altri fattori. Lo studio  sostiene che per un bambino la presenza di un cucciolo tra le mura domestiche potrebbe invece aiutare a prevenire la forma di allergia verso i peli del gatto.

© JM Fotografie - Fotolia

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La ricerca è stata condotta negli anni novanta ed ha coinvolto 6000 adulti tra i 20 e i 44 anni. Durante lo studio approfondito gli studioso si sono occupati di osservare i livelli di Immunoglobulina E, uno specifico anticorpo che rilascia l’organismo nel momento in cui questo entra in contatto con il pelo felino. Un adulto con alle spalle una storia clinica legata a eczemi, crisi asmatiche ed altri problemi respiratori, ha presentato possibilità maggiori di sviluppare una nuova allergia. Prima di adottare un gatto, è quindi raccomandabile tener conto delle proprie condizioni di salute sottoponendosi magari ad un test cutaneo, il “prick-test”. Purtroppo se la nostra salute non ce lo permettesse, dovremmo rinunciare, se pur a malincuore, ai nostri cari ed affettuosi amici a quattro zampe.