In vacanza con Fido

Agosto è il mese preferito per andare in vacanza. In Italia sono più di 5 milioni le famiglie che hanno un cane. Come è meglio organizzare la propria vacanza in compagnia di Fido? Ecco qui qualche utile consiglio. Abbiamo già parlato in un precedente articolo come organizzare e gestire al meglio il viaggio in auto per il nostro amico a quattrozampe, che per natura non ama molto viaggiare e spostarsi dal suo ambiente conosciuto. È fondamentale seguire durante il viaggio alcune regole dettate dal buon senso e dal Codice della Strada per salvaguardare il benessere del vostro amico a quattro zampe.

cane in vacanza (© Mat Hayward - Fotolia)

cane in vacanza (© Mat Hayward - Fotolia)

Poi, prima di partire, informatevi in anticipo quale struttura (hotel, villaggio turistico, campeggio o pensione) nella località di villeggiatura scelta accetta animali domestici e prenotate dove è sicuro che il vostro cane possa pernottare. Ricordatevi che il cane è un animale estremamente abitudinario e che, una volta arrivati, Fido avrà bisogno di tempo per prendere confidenza con il nuovo ambiente. Non avendo più i suoi punti di riferimento e non conoscendo la località, Fido potrebbe facilmente entrare in uno stato confusionario e perdersi. Ricordatevi dunque di applicare una medaglietta al collare del vostro cane, anche se è già dotato di microchip e di tatuaggio, con il vostro numero telefonico.
Ricordatevi inoltre anche di usare sempre il guinzaglio, soprattutto in zone molto affollate.
Anche i cani soffrono molto il caldo e prendetevi dunque cura di lui in modo particolare durante le ore più calde della giornata. Nell’articolo “Sopravvivere al caldo” abbiamo già parlato delle regole fondamentali da seguire durante la stagione estiva.
Ricordatevi infine che non in tutte le spiagge è permesso l’accesso ai cani. In spiaggia portate una ciotola, che deve essere sempre piena di acqua, e un ombrellone dove voi insieme a Fido vi potete riparare dal caldo.

Sopravvivere al caldo

© Micha3582 - Fotolia

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Non siamo solo noi esseri umani a soffrire il caldo, ma anche i nostri amici a quattrozampe. L’estate 2012 rimarrà nella memoria come estate molto calda che già nei mesi di giugno e luglio ha visto picchi di temperature molto elevati. L’associazione animalista Aidaa ha stilato delle regole fondamentali che aiutano il vostro animale a vivere meglio la stagione estiva e il caldo.

Prima regola fondamentale è quella di non lasciare in nessun caso il vostro animale incustodito dentro l’auto, nemmeno con i finestrini aperti. L’abitacolo si surriscalda molto rapidamente, soprattutto se l’auto é parcheggiata sotto il sole diretto. Anche solamente 10 minuti in un’auto in cui la temperatura supera i trenta gradi possono essere fatali per l’animale. Nel caso qualcuno di voi dovesse notare un cane chiuso dentro un’auto durante il periodo estivo per diversi minuti, non esitate a contattare le forze dell’ordine ed eventualmente anche un veterinario. Questo gesto potrebbe salvargli la vita. Nel frattempo cercate di creare all’animale più ombra possibile e bagnatelo se possibile.
In secondo luogo evitate di passeggiare con il vostro amico a quattrozampe durante le ore più calde della giornata. Preferite dunque per una bella passeggiata le ore mattutine o serali. Evitate anche di fargli fare attività sportive nei giorni più caldi. Assicuratevi inoltre che il vostro animale abbia sempre acqua fresca a disposizione e accesso all’ombra. Ricordatevi che con le alte temperature gli acari e le zecche aumentano. Controllate quindi regolarmente il pelo del vostro cane o gatto e applicate preventivamente un antiparassitario.
Nel caso aveste un acquario, non ponetelo sotto il sole diretto. Cambiate inoltre regolarmente l’acqua togliendo le alghe che si formano. Anche le gabbie dei criceti o dei canarini non devono essere lasciati sotto il sole diretto, ma in luogo ombreggiato.

Viaggiare in macchina

I nostri amici a quattrozampe non amano molto viaggiare. I veterinari consigliano di sottoporli il meno possibile a questo tipo di stress. Nel caso però non ci sia altra soluzione, esistono alcune regole importanti da seguire dettate dal Codice della Strada e dal buon senso. L’articolo 169 del Codice della Strada stabilisce esattamente le modalità di trasporto. Un cane di taglia medio-grande deve essere custodito durante il tragitto nel vano posteriore appositamente diviso da una rete o da un altro mezzo idoneo. La rete installata in via permanente deve essere autorizzata dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C. la Motorizzazione Civile. Nel caso la vettura fosse troppo piccola da consentire il trasporto di un cane grande in un vano apposito è consigliabile la vendita auto e l’acquisto di una vettura più spaziosa. Il trasporto di un gatto o un cane di taglia piccola è invece permesso in gabbia. Le violazioni vengono punite con una sanzione amministrativa che può andare dai 68,50 ai 275,10 Euro. Oltre alla multa si aggiunge la decurtazione di un punto dalla patente di guida.

© amidala - Fotolia

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Non dovrebbe essere solo il Codice della Stradaad evitare le sofferenze all’animale domestico, ma anche il buon senso del padrone. Un cane non va mai lasciato nell’auto posteggiata con i finestrini chiusi a temperature alte. Inoltre è importante mantenere uno stile di guida sicuro evitando le distrazioni per diminuire il rischio di contusioni al proprio animale. Inoltre è consigliabile far abituare l’animale sin da giovane alla macchina, un ambiente per lui del tutto nuovo. Gli esperti consigliano, prima di intraprendere un lungo viaggio, di far salire il cucciolo alcune volte in macchina senza accendere il motore e poi di percorrere tratti brevi. Questi esperimenti vanno eseguiti quando il cane è a digiuno per evitare spiacevoli inconvenienti.

 

Come proteggerli dal freddo

© Buffy1982 - Fotolia

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Non sono solo gli uomini a soffrire per il maltempo e l’ondata di geloche sta attraversando da più di una settimana la penisola italiana.

Il gelo infatti non altera solamente le abitudini delle persone, ma anche quelle dei nostri cari amici a quattrozampe suscitando nei padroni dubbi e preoccupazioni. Con le temperature sotto lo zero i gatti, che come noto detestano il freddo e il bagnato, sono generalmente più nervosi ed agitati. Soprattutto i gatti abituati ad uscire regolarmente si sentono disorientati e perdono alcuni punti di riferimento. Questo comporta nei gatti un aumento della richiesta di cibo. È consigliabile in questi casi passare più tempo a giocare con loro in modo che essi scarichino le loro tensioni.

Anche i cani giovani hanno dei problemi con le temperature ghiacciate ed in molti casi soffrono di un blocco intestinale. In questi casi i veterinari consigliano di spalare un angolino nel giardino dove vanno solitamente a fare i loro bisogni. Il rapporto che ha il cane con la neve dipende dalla razza, infatti alcuni di loro gradiscono addirittura la neve. È consigliabile coprire i cani di taglia piccola con un cappottino per le passeggiate lunghe. Mentre ai cani di taglia medio-grande non serve un indumento, dato che non disperdono facilmente il calore come quelli di taglia piccola. Anche se la richiesta di cibo da parte dei vostri animali domestici aumenta, è meglio conservare la solita alimentazione, a meno che non si tratti di cani che si muovono molto e fanno sforzi all’aria aperta. I padroni che fanno dormire i cani all’aperto devono stare attenti a tenere sempre le cucce asciutte quindi che le coperte non siano bagnate. Può essere utile mettere una tendina all’entrata della cuccia per proteggere i cani dal freddo.

Cane da tartufo

© lamax - Fotolia

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La principale caratteristica del cane è il senso dell’olfatto. Questo senso particolarmente sviluppato deriva dalla sua preistorica attività di cacciatore. La conformazione del suo naso (tartufo) e la ricchissima mucosa interna sono parte fondamentale del processo di riconoscimento degli odori. La conformazione del naso del migliore amico dell’uomo si chiama proprio tartufo. Ed è proprio nella ricerca del tartufo che il cane ha un ruolo fondamentale.
Molte sono le teorie che riguardano i cani da tartufo. Alcuni sostengono che non ci siano differenze, quindi che non ci siano razze adatte alla ricerca di tartufi. Altri invece affermano che ci sono dei cani particolarmente predisposti che consentono all’uomo di accorciare i tempi di addestramento. A seconda dei terreni la raccolta si può rivelare più o meno facile. Su terreni facili basta anche un cane di livello modesto che può fornire un rendimento soddisfacente mentre in situazioni difficili la differenza è notevole.
Fatto sta che la scelta del cane da tartufi non è semplice, dato che non esiste un cane che abbia caratteristiche specifiche per questo tipo di raccolta. Sono diversi i fattori esterni da non sottovalutare per la scelta del cane adatto a questo tipo di lavoro. Tradizionalmente la raccolta dei tartufi veniva compiuta con l’aiuto di un maiale. Un rischio ricorrente era però che il maiale mangiasse il ritrovato. Per questo motivo a partire dal secondo dopoguerra fino ai giorni d’oggi in Italia si usano solamente cani addestrati per la raccolta di tartufi. Principalmente vengono scelti dei bastardini di piccola taglia. L’unica razza che ha decisamente mostrato una spiccata bravura nel ritrovamento di tartufi è il lagotto romagnolo. In alcune zone della Francia è ancora uso andare a tartufo con maiali perfettamente addestrati. Il cinghiale invece, al contrario di quello che  comunemente si pensa, non à mai stato utilizzato per la raccolta a causa della difficoltà di addestramento dell’animale selvatico e non addomesticabile.

A cavallo in Islanda

Giunti dalla lontana Mongolia e dalla Siberia i cavalli in Islanda godono di uno status di assoluto rispetto. L’Isola del Nord conta una popolazione abbastanza esigue; seppur attivissima in vari settori, prima fra tutti quello culturale (i recenti successi internazionali degli scrittori islandesi, consacrati anche dal Festival del Libro di Francoforte o nel campo musicale artisti quali Björk o i Sigur Ros) e fiera della purezza dei loro cavalli.

© csld - Fotolia

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Il cavallo islandese, infatti, nel corso dei millenni ha mantenuto intatte le sue caratteristiche, grazie all’isolamento millenario dell’isola. Dal IX secolo, data in cui per la prima volta si registra la presenza dell’equino in Islanda, il piccolo cavallo è parte integrante della cultura stessa degli islandesi. A lui è dedicato ad esempio un festival annuale che prevede parate, visite agli allevamenti, galoppo per tutta la famiglia, film e fiere. Un programma denso che sottolinea come il legame tra il cavallo e il popolo del nord sia forte e saldo. Le caratteristiche fisiche infatti hanno permesso agli islandesi di impiegare nel corso della storia il cavallo per diverse attività, consacrandolo di fatti come irrinunciabile aiuto quotidiano.

Non devono trarre in inganno le ridotte dimensioni del cavallo che a prima vista ricorda un pony; in realtà la struttura molto muscolosa garantisce estrema forza fisica e resistenza. La peculiarità del cavallo islandese è la sua andatura; se ne contano infatti di ben 5 tipi, a seconda delle esigenze del cavaliere e del terreno su cui si cavalca. Possono procedere a passo, a trotto, a galoppo, al piccolo galoppo e con un’andatura da corsa, in cui le zampe toccano separatamente il terreno.

L’agilità e la purezza della razza di questo animale non sono gli unici motivi che lo rendono eccezionale in tutto il panorama equino; i cavalli islandesi hanno la fama di animali molto fedeli e attaccati al loro padrone, unendo all’intelligenza tipica del cavallo una sensibilità ancora più marcata.