Scandalo galline

gallina (© Comugnero Silvana - Fotolia)

gallina (© Comugnero Silvana - Fotolia)

A seguito dell’investigazione di Four Paws sono stati scoperti degli allevamenti illegali di galline ovaiole. La notizia, riportata anche dal Corriere della Sera che linca un video esplicativo, è stata diffusa inizialmente dalla Lav e travolge due allevamenti italiani, nello specifico uno in provincia di Verona, l’altro a Forlì.

Terribile vedere come le galline siano stipate in un’unica gabbia, fino a 15 galline messe tutte insieme in spazi angusti. È stato evidenziato anche come alcune galline deponessero le uova accanto a corpi di animali morti, una situazione gravissima che non rispetta la legge italiana e che presenta delle carenze, in termini igienici, lampanti. Nel video si vede anche che le galline erano tenute in gabbie convenzionali illegali, in barba alla direttiva del Consiglio dell’Unione europea 1999/74/CE che vieta questo genere di gabbie.

In sostanza le galline devono stare all’aperto o in una gabbia modificata con a disposizione almeno 750 cm quadrati di superficie con nido, lettiera, posatoio e l’occorrente per accorciare le unghie. E invece tanti allevatori senza scrupoli continuano a segregare le galline, si stima che solo in Italia ancora 16 milioni di galline vengano allevate in maniera illegale. Non solo le galline ovaiole coinvolte vivevano in queste gabbie illegali senza luce naturale e con una rete metallica come pavimento, ma venivano sottoposte a pratiche vietate, quali il taglio del becco.

Tale pratica viene impiegata per evitare che, in situazioni di altissimo stress, come quelle determinate dal sovraffollamento, le galline possano ferirsi a vicenda. In più i cadaveri delle galline venivano ammassati in un unico contenitore. Adesso la questione è in mano alle Procure di Verona e Forlì, la denuncia sporta dalla Lav é quella di maltrattamento e frode in commercio.

Petizione Lav

test su animali (© lculig - Fotolia)

test su animali (© lculig - Fotolia)

Ne avevamo parlato anche sul nostro sito, perché chi ama gli animali, non può rimanere indifferente al problema delle sperimentazione su di loro. Adesso la Lav lancia un’iniziativa concreta, volta a vietare definitivamente i test cosmetici su animali, una petizione contro slittamenti legislativi, che fisserebbe la data del divieto a partire dall’11 marzo.

Un divieto che metterebbe la parola fine, in maniera definitiva, all’odiosa pratica di testare le materie prime dei cosmetici sugli animali. Senza deroghe, senza possibilità di slittare in avanti un divieto che dovrebbe essere invece immediato. Per firmare la petizione lanciata dalla Lav, visitate questo sito, firmando. D’altronde al giorno d’oggi esistono metodologie alternative che vanno a evitare le atroci torture alle quali vengono sottoposti gli animali. Esistono infatti dei modelli di pelle che non necessitano dell’impiego di esseri viventi, utilizzandoli, circa 12.000 conigli vengono risparmiati da sofferenze inutili. Inoltre, secondo la fonte Helpconsumatori.it, non é più necessario testare i prodotti a contatto con gli occhi sui conigli, perché per verificare se una sostanza o un prodotto può provocare irritazioni, basterà semplicemente eseguire test su modelli di tessuto. Inoltre anche le cavie da laboratorio presto potranno essere sostituite da un’altra metodologia che utilizza uova di galline inseminate per verificare se determinate sostanze modificano il dna o hanno effetti cancerogeni sugli esseri viventi. Metodi cioè che si rifanno al principio 3R, ovvero raffinamento, riduzione, rimpiazzo e che sostituiscono l’animale come strumento di test, ne limitano il numero o quanto meno la sofferenza. Un impegno importante, una scelta consapevole che porrà la parola fine ai test sui animali, impedendo anche l’importazione di prodotti cosmetici testati su animali da Paesi extra europei.

Problemi agli occhi del gatto

gattino (© Andrey Kuzmin - Fotolia)

gattino (© Andrey Kuzmin - Fotolia)

La bellezza degli occhi dei gatti, l’intensità dei loro sguardi e la dolcezza che essi trasmettono possono venire disturbati da problematiche legate a malattie, più o meno gravi. Il primo segnale che ci fa accorgere che gli occhi del nostro gatto non sono più sani è il loro aspetto velato, altro segnale è se iniziano a lacrimare. Questi primi campanelli d’allarme spingono a una visita veterinaria, dato il sospetto di infezioni. La malattia più comune è la congiuntivite che colpisce in generale entrambi gli occhi; i sintomi sono gonfiore, occhi arrossati, presenza di pus, occhi semichiusi e la sua causa è da ricercarsi in un’improvvisa corrente d’aria o da corpi estranei entrati nell’occhio.

Il veterinario deciderà una cura a base di colliri o di pomate che combattano l’infezione. Diverso è il caso se si tratta di congiuntive allergiche che si riconoscono dalla presenza di croste; la terapia è a base di antibiotici. Altre malattie che colpiscono l’occhio del felino sono le blefariti, infezione della palpebra provocata da batteri e il calazio, l’infiammazione di uno ghiandola, con conseguente lacrimazione e arrossamento. Altra malattia comune è il glaucoma che si caratterizza per l’arrossamento della parte bianca dell’occhio, la lacrimazione, l’aumento della pressione dell’occhio e la pupilla dilatata. È molto dolorosa per via dell’aumentata pressione interna.

Altri disturbi che si possono riscontrare sono quelli legati a problemi nervosi, quali prolasso della terza palpebra (è situata all’interno dell’occhio), strabismo, sindrome di Horner, ovvero la pupilla si ritrae e la terza palpebra prolassa in un solo occhio. Importante è allora controllare sempre il proprio gatto e con regolarità pulire gli occhi con batuffoli di cotone imbevuti di camomilla.

Sterilizzazione: che fare?

Tutti coloro che hanno in casa un amico a quattro zampe, cane o gatto, prima o poi si trovano ad affrontare il dilemma: dovrei sterilizzarlo? Non è un atto di crudeltà nei confronti del mio animale domestico, non si troverà dopo a manifestare problemi come il prendere peso o l’incontinenza?

Cane e gatto (©panthermedia.net/ Mark Tilly)

Cane e gatto (©panthermedia.net/ Mark Tilly)

Ogni volta che si hanno dubbi del genere, sarebbe bene rivolgersi al proprio veterinario di fiducia. Tuttavia è anche bene avere presenti alcune nozioni di carattere generale sui nostri compagni di vita. Non bisogna infatti cedere all’istinto di antropomorfizzare cani e gatti, credendo che abbiano esperienza della vita sessuale allo stesso modo degli esseri umani. La natura ha infatti predisposto che un paio di volte l’anno gli esemplari femmina di queste specie entrino nel periodo del calore, o estro, e che i maschi siano altamente ricettivi verso tale stato, diventando in certi casi molto aggressivi o con comportamenti fastidiosi (ad esempio il gatto maschio tende a marcare il territorio con le proprie urine), al solo scopo di riprodursi. Se lasciati liberi, essi darebbero vita ad un numero impressionante di cucciolate, aggravando fenomeni già presenti nel nostro Paese come il randagismo.

La sterilizzazione consente invece non soltanto di controllare il numero delle nascite, ma di evitare nell’animale lo stress legato ai periodi di estro, ed inoltre prevenire una serie di patologie molto gravi come i tumori che insorgono negli organi riproduttivi. Il procedimento consiste nell’asportazione di tali organi (castrazione o ovariectomia) tramite intervento presso un veterinario qualificato – in anestesia totale, perciò non provoca dolore – preferibilmente quando l’animale ha tra i 6 e gli 8 mesi. In questo modo aumenteremo l’aspettativa e la qualità di vita dei nostri adorati cani e gatti.

Sperimentazione animale

La crudeltà con la quale ancora oggi vengono trattati gli animali non trova nessuna spiegazione accettabile. Le campagne per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle torture alle quali vengono sottoposti gli animali per le sperimentazioni di prodotti, cosmetici, vaccini, tecniche chirurgiche ed altro sono diffuse e molto attive in vari Paesi.

© lculig - Fotolia

© lculig - Fotolia

Eppure veri e propri laboratori di morte ricevono continuamente commissioni dalle maggiori industrie per testare i propri prodotti. Una rapida ricerca in internet consentirà di apprendere quali sono le aziende che maggiormente si affidano a questi metodi barbari e dove sono i centri. Fortunatamente in Italia la normativa è piuttosto severa in merito alle sperimentazioni su animali. Già nel 1992 le leggi italiane erano ancora più restrittive rispetto a quelle comunitarie. Attualmente gli animali randagi non possono essere impiegati nei laboratori e cani, gatti e scimmie possono essere impiegati solo nei casi in cui venga dimostrata la necessità di testare i prodotti o le tecniche su animali con un sistema neurologico superiore, la vivisezione sull’animale vivo non viene più praticata e l’anestesia in caso si sperimentazioni è obbligatoria.

Sembrano norme piuttosto scontate che cercano di edulcorare una pratica comunque barbara in se; eppure nel resto del mondo le condizioni degli animali nei laboratori sono veramente agghiaccianti. Ricordiamo inoltre che la sperimentazione animale per i prodotti cosmetici è vietata, anche se recente è la notizia che alcuni colossi della cosmesi, quali Avon e Estee Lauder siano ricorsi nuovamente a test su animali commissionati in Cina, Paese in cui non esiste una legislazione in materia e che addirittura richiede determinati test che non escludono l’impiego di animali.

Speriamo che anche in Paesi come la Cina il processo verso l’accettazione degli standard internazionali in merito alla tutela degli animali avvenga in tempi brevi e supportiamo tutte le associazioni che combattono in tutto il mondo questa inumana crudeltà.

Capodanno sicuro

Puntualmente per salutare il nuovo anno si ricorre a botti e fuochi d’artificio. La tradizione vuole che il botto allontani gli spiriti negativi dello scorso anno, che si ritrovano così impossibilitati ad “entrare” nel nuovo. È un segno di festa, di euforia, di gioia per un inizio, si spera sempre più proficuo e foriere di buone novelle.

© VRD - Fotolia

© VRD - Fotolia

Eppure, specialmente in Italia, il problema legato ai botti di capodanno sembra ogni anno accrescere il numero di feriti e in taluni casi di morti. Botti illegali, fuochi artigianali che costano dolore, perdita di arti, cecità ad un numero considerevole di malcapitati. Non siamo solo noi uomini a soffrire per le conseguenze di un’usanza, da taluni percepita come barbara; sono i nostri amici a quattro zampe e il mondo degli animali in genere. Così come moltissimi bambini scoppiano in lacrime per la paura dei botti, così tanti animali si ritrovano nella medesima situazione, spiazzati da un fragore innaturale ed improvviso.

Ecco che l’Aidaea (associazione italiana difesa animali e ambiente) denuncia la morte di 5.000 animali – 500 cani e altrettanti gatti, così come uccelli e animali del bosco – che muoiono per la paura indotta dai botti. L’associazione mette a disposizione un servizio per aiutare a prevenire i problemi causati dai botti e salutano con entusiasmo l’impegno di oltre 830 comuni italiani, che hanno varato ordinanze grazie alle quali i botti di San Silvestro vengono del tutto o parzialmente vietati. Le prospettive parlano di un numero di circa 1.200 Comuni che dovrebbero in futuro aderire all’iniziativa, seguendo l’esempio della provincia di Bergamo che si classifica come la più attenta con il maggior numero di comuni aderenti alla politica anti botto. Tutelati verranno così non solo gli animali domestici, ma anche quelli selvatici e i cavalli.

Un numero attivo è inoltre messo a disposizione dalla Aidaea per avere informazioni e suggerimenti; si può anche firmare online la petizione per chiedere il divieto assoluto per i botti di capodanno: al momento si contano 7.000 firmatari, ci auguriamo che il numero possa crescere sempre di più.

Attenzione al peso!

© Willee Cole - Fotolia

© Willee Cole - Fotolia

Non siamo solo noi umani ad avere problemi che riguardano i chili di troppo accumulati durante le vacanze di Natale. Anche i nostri amici a quattro zampe ne hanno. Durante i giorni festivi tendiamo a dare ai nostri cani e gatti più cibo. Spesso vengono dati loro i resti delle nostre abbuffate natalizie o di fine anno, cosa che non si dovrebbe fare assolutamente dato che i nostri animali domestici non devono mangiare troppe calorie ed in particolare nessun alimento troppo salato o speziato. È proprio l’Associazione italiana in difesa degli animali e dell’ambiente (Aidaea) ad avvertire gli italiani del rischio sovrappeso tra cani e gatti. In tutto si è stimato che sono 3 milioni i cani e 2 milioni i gatti a rischio sovrappeso ed almeno la metà di loro addirittura a rischio obesità.

Ci sono alcune regole da seguire per evitare di creare problemi di peso ai nostri cari amici a quattro zampe. È importantissimo non dare loro gli avanzi del nostro cibo e evitare di mettere nella loro ciotola le ossa, soprattutto se si tratta di ossa sottili che potrebbero creare dei danni gravi alla salute. Mai dare loro cibi fritti, salse e sughi. Inoltre la cipolla per gli animali potrebbe essere letale. Da evitare accuratamente sono anche i dolci come la cioccolata e i panettoni. Quindi evitate di dare ai vostri animali domestici troppe calorie, soprattutto se fanno una vita sedentaria. Se qualcuno volesse dar loro cibi diversi dal solito, si può cucinare a vapore della carne magra o mettere nella loro ciotola frutta o verdura, che a contrario di quello che si pensa, viene spesso gradita dagli animali. È quindi di grande importanza un’alimentazione corretta e sana.

Dato che a Natale si è più buoni, sarebbe anche bello dedicare un pensiero ai cani e ai gatti randagi mettendo fuori casa una ciotola con del cibo secco o umido ed una ciotola d’acqua. Questa iniziativa che si chiama “Ciotola Natalizia” è stata sostenuta dall’Aidaea.