Terribile vedere come le galline siano stipate in un’unica gabbia, fino a 15 galline messe tutte insieme in spazi angusti. È stato evidenziato anche come alcune galline deponessero le uova accanto a corpi di animali morti, una situazione gravissima che non rispetta la legge italiana e che presenta delle carenze, in termini igienici, lampanti. Nel video si vede anche che le galline erano tenute in gabbie convenzionali illegali, in barba alla direttiva del Consiglio dell’Unione europea 1999/74/CE che vieta questo genere di gabbie.
In sostanza le galline devono stare all’aperto o in una gabbia modificata con a disposizione almeno 750 cm quadrati di superficie con nido, lettiera, posatoio e l’occorrente per accorciare le unghie. E invece tanti allevatori senza scrupoli continuano a segregare le galline, si stima che solo in Italia ancora 16 milioni di galline vengano allevate in maniera illegale. Non solo le galline ovaiole coinvolte vivevano in queste gabbie illegali senza luce naturale e con una rete metallica come pavimento, ma venivano sottoposte a pratiche vietate, quali il taglio del becco.
Tale pratica viene impiegata per evitare che, in situazioni di altissimo stress, come quelle determinate dal sovraffollamento, le galline possano ferirsi a vicenda. In più i cadaveri delle galline venivano ammassati in un unico contenitore. Adesso la questione è in mano alle Procure di Verona e Forlì, la denuncia sporta dalla Lav é quella di maltrattamento e frode in commercio.