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Intervista di Mauro
Daniele (staff Hobbyanimali) per il sito
www.hobbyanimali.it.
E’ consigliabile sterilizzare i conigli
da compagnia, nani o grandi che siano? Perche?
La sterilizzazione dei conigli, tanto dei
maschi che delle femmine, è senza dubbio consigliabile,
per molti motivi. Questo intervento comporta diversi
tipi di benefici.
Sul carattere e il comportamento (questo
riguarda sia maschi che femmine):
Una volta raggiunta la maturità sessuale
(il che avviene molto precocemente: a 3-4 mesi per le
razze piccole, a 4-6 mesi per quelle più grandi, fino
anche a 9 in quelle giganti) il coniglio inizia a
manifestare dei comportamenti dettati dagli ormoni.
Facilmente l’animale inizia a spruzzare urina e lasciare
in giro le feci per marcare il territorio, evitando di
usare la cassetta e quindi sporcando in giro per la
casa. Il coniglio spesso diventa aggressivo,
specialmente le femmine che possono mordere quando sono
nella gabbia, tanto da rendere difficili le operazioni
di pulizia o addirittura pericoloso toccare l’animale.
Specialmente i maschi, ma talvolta anche
le femmine, iniziano a montare piedi, mani, altri
animali della casa, oggetti inanimati, con un’insistenza
a volte esasperante per i proprietari che vedono
l’innocente coniglietto trasformato in una sorta di
maniaco sessuale. L’intensità di questo comportamento
varia molto da soggetto a soggetto: molti maschi restano
relativamente tranquilli e non manifestano comportamenti
fastidiosi.
Se il coniglio vive con un altro dello
stesso sesso, anche se cresciuti insieme da piccoli,
possono innescarsi lotte per la dominanza, con
conseguenze a volte gravi (i conigli possono farsi molto
male lottando tra loro).
Sulla prevenzione della gravidanza e
l’abbandono dei coniglietti:
Se sono presenti due o più conigli di
diverso sesso, la sterilizzazione si rende assolutamente
obbligatoria per evitare gravidanze continue. Una
femmina può teoricamente avere una gravidanza ogni mese,
e restare gravida a 24 ore dal parto. Il problema di
trovare un’adeguata sistemazione a tanti conigli
abbandonati è già molto serio. La speranza di
abbandonare i piccoli in un negozio per animali nella
speranza che vengano accolti da una famiglia
responsabile e informata, che se ne prenda cura con
amore e per tutta la durata della loro vita, è appunto
una... speranza. Molti coniglietti vengono comprati per
bambini piccoli, che se ne stufano presto come per ogni
giocattolo, o li trattano in modo rude causando lesioni
e fratture. Una frequente alternativa è che vengano
venduti come animali da pasto per rettili carnivori.
Anche avendo la certezza di collocare i piccoli in modo
adeguato a persone responsabili, sarebbe meglio lasciare
che queste ultime adottassero animali abbandonati
facendo trovare loro una casa accogliente.
Non si può neppure pensare di tenere un
maschio ed una femmina interi separati, pur nella stessa
casa. I conigli avvertirebbero l’odore del compagno, e
l’impossibilità di raggiungerlo per accoppiarsi li
renderebbe molto frustrati.
Sulla salute:
Questo punto riguarda soprattutto le
femmine. Nelle coniglie non sterilizzate si registra
un’incidenza molto elevata di tumori dell’utero, delle
ovaie e delle mammelle. In Italia non esistono
statistiche ufficiali, ma negli Stati Uniti si calcola
che l’incidenza di tumori dell’utero (adenocarcinomi)
nelle coniglie intere sopra i 3 anni di età vari tra il
50 e l’80% (vi sono differenze secondo la razza). L’adenocarcinoma
dell’utero negli USA è il tumore più comune delle
coniglie, e si può prevenire completamente con la
sterilizzazione. Nelle femmine, infatti, questa è la
ragione principale per scegliere di sterilizzarle.
Altre patologie della coniglia possono
essere prevenute con la sterilizzazione: piometra
(infezione dell’utero), aneurisma uterino (alterazione
dei vasi sanguigni che causa emorragie), tumori delle
ovaie, tumori delle mammelle (che sono causati dagli
ormoni femminili).
Nel maschio l’incidenza di tumori
dell’apparato genitale è piuttosto bassa, comunque la
sterilizzazione ne previene l’insorgenza.
Sulla prevenzione della falsa gravidanza:
La coniglia, anche se non si accoppia,
può andare incontro a modificazioni ormonali simili a
quelle della gravidanza e comportarsi di conseguenza: si
strappa il pelo per fare il nido, le mammelle producono
latte, presenta maggiore aggressività per la protezione
del territorio. Questi periodi possono essere piuttosto
stressanti per la coniglia, e rendere difficile la
convivenza con gli umani.
In cosa consiste la sterilizzazione?
La sterilizzazione è un intervento
chirurgico che si esegue in anestesia generale. Nel
maschio vengono asportati i testicoli praticando un
piccolo taglio sopra ciascun testicolo o un unico taglio
davanti ad entrambi, attraverso cui i testicoli vengono
rimossi dopo aver legato i loro peduncoli con i vasi che
contengono. Se l’incisione viene eseguita sopra ciascun
testicolo non è indispensabile suturarla, dipende dalle
preferenze del veterinario o dalle dimensioni del
coniglio.
Nella femmina si asportano le ovaie e
l’utero. Viene incisa la parete dell’addome al di sotto
dell’ombelico, e attraverso questa apertura si
estraggono con delicatezza l’utero e le ovaie. Si legano
i vasi sanguigni che irrorano questi organi, che vengono
quindi rimossi. In seguito si sutura la parete
muscolare, il tessuto sottocutaneo e la cute.
Se la sterilizzazione della coniglia
viene effettuata entro i primi mesi di vita, alcuni
veterinari preferiscono asportare solo le ovaie, perché
l’intervento risulta più rapido e semplice, e comunque
comporta in seguito l’atrofia completa dell’utero, che
non andrà più incontro a patologie.
Essendo un intervento chirurgico quali
rischi si corrono?
Esistono due tipi di rischi. Il primo è
legato all’anestesia generale di per sé: il coniglio è
una specie più delicata di cani e gatti, e richiede
delle precauzioni speciali. Non deve essere stressato
prima dell’induzione; va curata molto la prevenzione
dell’ipotermia, vale a dire che si deve impedire al suo
corpo di raffreddarsi (fenomeno tipico dell’anestesia)
utilizzando durante l’intervento un materassino
riscaldante su cui viene posto il coniglio. Per tutta la
durata dell’intervento deve essere somministrato
ossigeno. Aggiungiamo che il coniglio può essere affetto
da gravi malattie (ad esempio a carico dei polmoni o del
fegato) senza manifestare sintomi evidenti. Per questo
in caso di dubbio è possibile effettuare esami
collaterali pre-operatori (radiografie, esami del
sangue) per approfondire le informazioni sullo stato di
salute. In ogni caso, prima di essere sottoposto alla
sterilizzazione, ogni coniglio deve ricevere una
approfondita visita clinica.
Esistono numerosi tipi di anestetici che
possono essere impiegati: il veterinario che si occupa
di conigli utilizza i protocolli più sicuri ed
aggiornati per minimizzare rischi. In mani esperte, la
sterilizzazione di un soggetto sano non presenta rischi
anestesiologici superiori a quello dei cani e gatti
sottoposti agli stessi interventi.
L’altro tipo di rischio è legato
all’intervento stesso. In teoria possono verificarsi
emorragie, mentre nella femmina in particolare,
l’apertura della cavità addominale può comportare il
rischio di lesionare gli organi interni nel corso della
sterilizzazione. Ancora una volta, nelle mani di un
veterinario esperto la sterilizzazione è un procedimento
sicuro.
Un rischio concreto è rappresentato
dall’obesità: non solo espone il coniglio alla
possibilità di sviluppare una grave patologia del fegato
(steatosi epatica), ma nella femmina rende l’operazione
molto più difficile. Per questo è preferibile far
raggiungere al coniglio il peso forma prima di
sottoporlo all’intervento.
E’ molto raro che la coniglia dia noia
alla sutura o peggio strappi i punti di sutura. Nel
maschio lo scroto dopo l’intervento si gonfia per un
paio di giorni, per sgonfiarsi nei giorni successivi e
quindi atrofizzarsi. Raramente si può formare una
raccolta di liquido o sangue che gonfia molto lo scroto,
ma che comunque regredisce con il tempo e non
rappresenta una grave complicazione.
Che tipo di cure
post-intervento sono necessarie?
Nei giorni successivi all’intervento,
iniziando ancora prima che il coniglio si svegli
dall’anestesia, si somministrano analgesici. Il
proprietario deve controllare la zona operata almeno un
paio di volte al giorno per verificare se c’è uscita di
liquido o sangue o se la ferita si sta aprendo.
Accade spesso che il coniglio operato
rifiuti il cibo per uno o due giorni o sia un po’
impacciato nei movimenti, ma in seguito deve
progressivamente tornare alla normalità. Se il coniglio
rifiuta completamente il cibo lo si assiste
somministrando farmaci per stimolare la motilità
dell’intestino e dandogli del cibo frullato con una
siringa direttamente in bocca. Al momento di dimettere
il coniglio operato, il veterinario fornisce tutte le
informazioni su come eventualmente effettuare
l’alimentazione assistita.
La decisione di somministrare o meno
degli antibiotici a scopo preventivo dipende dalle
preferenze del veterinario.
Nella femmina (o anche nel maschio se
sono stati applicati) dopo 7-10 giorni si tolgono i
punti di sutura. Alcune tecniche prevedono
l’applicazione di punti di sutura nello spessore della
pelle, in tal caso non è necessaria la loro rimozione.
Possono esserci conseguenze fisiche o
comportamentali?
Le conseguenze ci sono ma sono tutte
positive, come è stato descritto nella prima risposta,
sia per la salute che per il comportamento. I conigli
sterilizzati sono più docili, affettuosi e puliti, meno
stressati e più sani. Non esistono controindicazioni
alla sterilizzazione, se il coniglio è in buono stato di
salute.
E’ totalmente falso che la
sterilizzazione incida sull’intelligenza (che non ha
niente a che fare con gli ormoni sessuali!) o renda il
coniglio pigro e apatico. Chiunque possieda conigli
sterilizzati può testimoniare che rimangono attivi,
giocherelloni e intraprendenti. Un coniglio intero che
non può sfogare i suoi istinti sessuali con i suoi
simili, invece, può essere un animale molto frustrato.
Quali sono le
differenze tra castrazione del maschio e sterilizzazione
della femmina?
La differenza fondamentale è che nella
femmina è necessario aprire l’addome, perché gli organi
riproduttivi sono interni, mentre nel maschio sono
esterni. Di conseguenza nella femmina l’operazione è più
lunga, delicata (e anche costosa) rispetto al maschio, e
la ripresa post-operatoria può essere più lenta.
Quando fare l'intervento?
L’età ideale è appena dopo l’insorgenza
della maturità sessuale. Nel maschio si attende la
discesa dei testicoli nello scroto (circa 3-3,5 mesi di
età). Nella femmina non è consigliabile eseguire
l’intervento prima di 4 mesi, perché la chirurgia
risulta più difficile. Se eseguita poco dopo la pubertà,
ha il vantaggio di permettere di intervenire su un
animale giovane e sano, e in genere ancora non troppo
grasso.
A chi rivolgersi?
Solo ed esclusivamente ad un veterinario
che ha esperienza con questa specie.
Ha
qualche altro consiglio o raccomandazione da fare?
Occorre ricordare che il maschio dopo la
sterilizzazione è ancora fertile per un periodo
variabile (circa tre settimane), perché rimangono degli
spermatozoi vitali nei suoi dotti. Pertanto prima di
essere eventualmente messo insieme con una femmina
fertile deve rispettare un periodo di “quarantena”.
Si deve inoltre tenere presente che per i
conigli l’accoppiamento non è solo una faccenda di
“sesso”, ma ha anche un significato sociale, con cui
cercano di stabilire la dominanza sugli altri conigli.
Non è perciò strano che conigli sterilizzati anche da
diversi anni continuino a montarsi.
La sterilizzazione è, come già detto,
indispensabile se si decide di tenere due o più conigli
insieme, ma anche se si vuole trovare una compagnia ad
un coniglio “single”, perché esiste la possibilità che
leghi con un nuovo coniglio se entrambi sono
sterilizzati.
Considerazione finale
La sterilizzazione è una procedura che,
per la sua stessa natura, non può mai essere garantita
al 100% priva di rischi (in nessun animale, neppure
negli esseri umani!), tuttavia i benefici per il
coniglio sono sicuramente superiori ai rischi,
soprattutto nelle femmine.
Tratto da (http://www.aaeweb.net)a cura
della Dott.
Marta Avanzi Medico Veterinario
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