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Marta Avanzi, Med. Vet.
Aspetto normale della superficie plantare
della zampa di coniglio
Osservando la superficie inferiore delle
zampe posteriori dei conigli di casa, se scostiamo il
pelo che le ricopre, nella maggioranza dei casi
osserviamo una zona arrossata e priva di peli (immagine
sotto). Non si tratta di un normale aspetto
dell'anatomia del coniglio, bensì della forma più lieve
della pododermatite, un'infiammazione/infezione della
superficie inferiore degli arti.
Arrossamento e perdita di peli:
pododermatite in forma lieve
Per capire perché questa patologia,
sebbene in forma leggera ed iniziale, sia così comune
nei conigli di casa, occorre fare qualche cenno di
anatomia e fisiologia. Nel coniglio, al contrario che in
cani e gatti, la superficie inferiore degli arti non è
protetta da un cuscinetto carnoso, ma dalla sola
pelliccia che riveste la pelle. Al di sotto della pelle
si trovano direttamente le strutture del piede, ossa e
tendini, senza interposizione di tessuti molli (grasso o
connettivo) che fungano da cuscinetto ammortizzante. Il
coniglio, infatti, si è evoluto per correre su terreni
morbidi, ricoperti di erba, che fungono essi stessi da
ammortizzatori per evitare alle strutture ossee
sollecitazioni eccessive. In appartamento il coniglio
cammina sui pavimenti (superfici dure) o sui tappeti
(superfici abrasive, che portano a consumare il pelo per
frizione). Si viene quindi a creare una sollecitazione
eccessiva sulle strutture del piede; la pelle di
rivestimento viene schiacciata tra il pavimento e l'osso
che ricopre, con compromissione della sua irrorazione. I
vasi sanguigni sono compressi, e non riescono a far
circolare adeguatamente il sangue.
Inoltre il coniglio possiede unghie non
retrattili, che in natura si consumano scavando nel
terreno ma che in appartamento crescono spesso in modo
eccessivo. Quando il coniglio poggia la zampa nel
terreno, le unghie affondano, permettendo di poggiare
tutta la superficie plantare. In appartamento questo non
può avvenire, e le unghie fanno da leva, facendo si che
il peso sia scaricato verso la parte posteriore della
superficie plantare, proprio nel punto in cui così
spesso osserviamo la zona arrossata.
La compressione costante, che schiaccia i
vasi sanguigni, causa un'ischemia (mancata irrorazione
sanguigna). La pelle si assottiglia e perde il pelo:
questo aggrava la situazione, perché viene a mancare la
sua azione di protezione. Nella maggior parte dei casi
la lesione resta costante e non crea disagi al coniglio,
che continua a camminare normalmente. In qualche caso
però la situazione continua a peggiorare. L'ischemia
porta alla morte del tessuto compresso (si parla allora
di necrosi ischemica) e di conseguenza si forma
un'ulcera (una specie di foro) sulla pelle. Da qui si
può originare un'infezione che si può estendere fino ai
tendini e all'osso (osteomielite). Il coniglio manifesta
allora in modo evidente il dolore, zoppica, è riluttante
a muoversi (aggravando la situazione, perché poggia
costantemente sullo stesso punto) e infine smette di
mangiare. A questo punto la situazione è molto seria, e
difficile da guarire, pertanto è importante intervenire
nelle fasi iniziali, appena si nota la presenza di
un'ulcera.
E' ovvio a questo punto che è importante
occorre controllare periodicamente le zampe del
coniglio, per verificare la situazione e agire in tempo
se si osservano peggioramenti.
Si riconoscono molti fattori che possono
favorire l'insorgenza della dermatite, e sui molti di
questi possiamo intervenire.
- Obesità. Maggiore è il peso che grava
sulle zampe, maggiore sarà la compressione sui tessuti e
quindi l'ischemia. L'obesità rappresenta un fattore di
rischio per molte malattie (che coinvolgono cuore, reni
e altri organi), e a maggior ragione va prevenuta o
corretta, modificando la dieta e lo stile di vita.
- Sedentarietà. Un coniglio rinchiuso
costantemente in gabbia, senza possibilità di correre,
oltre ad essere un animale triste ed annoiato è anche un
animale che poggia continuamente il peso sugli arti,
senza quella ginnastica funzionale data dal movimento.
- Scarsa igiene. Le piccole ulcere che
possono conseguire dall'assottigliamento della pelle
degli arti vanno facilmente incontro ad un'infezione
secondaria, se il fondo della gabbia è sporco. Sedere
costantemente su feci e urine non aiuta certo una
piccola ferita. L'infezione può poi progredire ed
estendersi, con gravi conseguenze.
- Mancanza di pelo sulla superficie
inferiore degli arti. Le razze che hanno il pelo più
corto, ad esempio la Rex, sono predisposte a sviluppare
una pododermatite, mentre al contrario quelle che hanno
il pelo più lungo e folto sono più protette. Anche la
tosatura della superficie inferiore delle zampe è un
fattore predisponente, e non va mai eseguita.
- Fondo della gabbia inadatto. Questo è
un fattore molto importante, sul quale è facile
intervenire. Il fondo deve essere morbido e pulito; il
substrato ideale è rappresentato da uno spesso strato di
fieno, al di sotto del quale si possono mettere dei
fogli di giornale ricoperti di segatura, per assorbire
l'urina. Un altro buon substrato è rappresentato dal
pellet di carta riciclata ("Yesterday's news") o dal
pellet di segatura, che possono comunque essere abbinati
al fieno. Totalmente controindicati sono la sepiolite
(ghiaino per gatti) e il granulato di tutolo di mais, o
il fondo della gabbia senza substrato, o le griglie. Si
possono usare anche degli strati di asciugamani, se il
coniglio non li rosicchia. E' evidente che il materiale
del fondo va sempre tenuto molto pulito e cambiato tutti
i giorni (a meno che il coniglio non utilizzi
regolarmente la cassetta per i bisogni).
- Sbattere le zampe di frequente. Il
coniglio sbatte le zampe posteriori come segnale di
irritazione o di pericolo; in condizioni stressanti,
dove il coniglio si sente minacciato o è infastidito,
questo comportamento di ripete spesso e può determinare
un trauma alle zampe.
Abituate fin da piccolo il coniglio a
farsi esaminare la superficie inferiore delle zampe, in
modo da notare subito l'eventuale comparsa di problemi.
Prevenzione
La pododermatite si può prevenire con
diversi accorgimenti. Da quanto detto, è evidente che è
più a rischio un coniglio obeso tenuto costantemente in
una piccola gabbia con un fondo inadatto e sporco, per
cui dovremo tenere in linea il coniglio, e fornirgli una
gabbia più spaziosa possibile e con un fondo adeguato,
sempre pulito e asciutto. Inoltre non gli deve mai
essere negata la possibilità di fare movimento fuori
della gabbia per diverse ore al giorno. Il coniglio non
è un animale "da gabbia", e se non esiste la possibilità
di lasciarlo libero parte della giornata, è meglio
rinunciare a tenerne uno.
Tuttavia una forma iniziale di
pododermatite (un'area arrossata e priva di peli sotto
le zampe) è molto frequente nei conigli che hanno la
possibilità di girare spesso per casa, dal momento che i
pavimenti e i tappeti non sono un substrato adeguato per
le zampe. La situazione ideale è di poter disporre di un
recinto all'aperto in cui lasciare per alcune ore al
giorno il coniglio. Questo gli permette di fare
attività, correre e scavare, e di poter brucare l'erba,
che rappresenta l'alimento migliore per il coniglio. Non
dimentichiamo poi i benefici della luce solare, che
permette la sintesi della vitamina D. Il recinto deve
essere rigorosamente a prova di fuga e di predatori, con
una parte ombreggiata e una casetta in cui il coniglio
possa rifugiarsi. Purtroppo una simile sistemazione non
è alla portata di tutti, e allora il coniglio dovrà
limitarsi a correre in appartamento. Se fattibile, si
possono sistemare sul fondo dei piumoni o dei
materassini di gomma nelle aree frequentate più spesso,
senza avere la pretesa di ricoprire tutti i pavimenti
della casa.
È anche importante controllare le unghie
ed accorciarle regolarmente, utilizzando un tagliaunghie
per cani; se non lo avete mai fatto, potete chiedere al
veterinario di mostrarvi come si fa.
Terapia
Nei casi in cui la pododermatite procede
oltre lo stadio iniziale è indispensabile ricorrere alle
cure veterinarie, prima che le lesioni diventino
irreversibili o comunque più difficili da guarire.
Se è presente del tessuto devitalizzato o
infetto il veterinario procede alla pulizia chirurgica,
in sedazione o in anestesia, per asportarlo.
Per mantenere la lesione pulita e
asciutta la cosa ideale è di fasciare gli arti, ma i
conigli sopportano male le fasciature e tendono ad
asportarle in breve tempo.
In alternativa occorre sistemare sul
fondo della gabbia del materiale morbido, ad esempio
degli asciugamani posti sopra uno spesso strato di fieno
o dei materassini di gomma. Sopra di questi si possono
sistemare dei pannoloni per cani, che assorbono molto
bene l'urina. Ovviamente il tutto deve essere cambiato
ogni volta che si bagna o si sporca.
Il veterinario prescriverà inoltre dei
farmaci analgesici, perché il dolore non impedisca al
coniglio di muoversi, in modo che non poggi
costantemente sulla parte ammalata aggravando l'ischemia,
e degli antibiotici per combattere l'infezione. Non
somministrate mai farmaci di vostra iniziativa,
soprattutto antibiotici, perché alcuni tipi causano al
coniglio gravi problemi intestinali.
Se al momento della visita l'infezione è
molto avanzata può essersi verificato lo spostamento del
tendine flessore che scorre sotto la zampa, con una
perdita permanente della funzione dell'arto che
impedisce al coniglio di camminare normalmente.
Se l'infezione è arrivata a coinvolgere
le strutture ossee (osteomielite) la prognosi è
riservata e la guarigione molto difficile da ottenere
Pubblicato su Animalia sett/nov. 2003
Tratto da (http://www.aaeweb.net)a cura della Dott. Marta Avanzi Medico Veterinario
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